Sono più di 30 le specie spontanee a cui fare riferimento per prevedere il tempo: il trifoglio bianco (Calystegia sepium), il tarassaco, la margherita, Veronica chamaedrys, Silene dioica, la cicoria, l'acetosella, il cerastio e in generale tutte le Stellaria, l'anemone dei boschi, la Spergularia rubra.

In particolare, la cicoria ha petali molto sensibili, che iniziano a chiudersi anche 6-8 ore prima della pioggia e si riaprono 6-8 ore dopo il temporale.

Diffidate però della barba barba (Tragopogon pratensis): questo dormiglione di campo giallo sonnecchia qualunque sia il colore del cielo (da qui il suo nome in inglese moderno Jack-go-to-bed-at-noon, James va a dormire a mezzogiorno 😆).

Un altro elemento per prevedere il tempo attraverso i nostri sensi, quindi non attraverso la vista, è usare l'olfatto: numerose sono le specie spontanee ai margini e al centro dei campi, nei boschi e lungo le coste che ci aiutano in questo senso. Per molte specie l'aroma è più forte quando l'aria è più umida, poco prima delle piogge... come dimenticare la Pioggia nel Pineto 😍?

Se però preferisci guardare, puoi ancora osservare i fiori del tuo giardino: tulipani, convolvolo viola, Hemerocallis, fiori di lattuga e calendula (di cui esiste anche la specie Calendula pluvialis che ha reazioni molto più evidenti di officinalis e arvensis in caso di nubi in arrivo).

La "minaccia" di pioggia, attraverso il vento, ritarderà l'apertura mattutina dei petali di numerosi fiori, oltre ad accelerarne la chiusura prima del riposo notturno. Quindi, se la calendula apre i suoi petali dopo le 8 del mattino o li chiude prima delle 17, sappiate che non c'è bisogno di stendere la biancheria 😅

La Carlina acaulis è meravigliosa, poiché si chiude su se stessa quando il maltempo è all'orizzonte, e infatti in tutte le zone di dominazione germanica è conosciuta come il “cardo del tempo”.

Anche gli arbusti possono dire la loro: i rododendri possiedono una rara capacità di indicare le variazioni di temperatura: quando la temperatura aumenta, le loro foglie si schiudono, si aprono. A 20° sono completamente chiusi mentre a 60° sono completamente aperti.

Se ti trovi in ​​un bosco, il tempo selvaggio è la pigna: con tempo asciutto le scaglie (in realtà foglie polliniche) si aprono e si separano; appena l'aria è più umida si ammorbidiscono e tendono a chiudersi finché lo strobilo non raggiunge la forma che tutti conosciamo.

Vicino al mare è utile osservare le alghe: ce lo hanno insegnato i norvegesi osservando i laminariali: avvizziscono con il bel tempo, ma diventano tumescenti se sta per piovere. In realtà ciò dipende dalla presenza di acqua salmastra, perché il sale è igroscopico, ciò significa che il sale sulla superficie delle alghe assorbe umidità quando l'aria è umida.

Cediti

Eleonora Matarrese, La cuoca selvaggia Facebook®